Titicaca
Il riflesso di Puno sul lago Titicaca

Lago Titicaca: a pochi passi dal cielo

Uros
Amantani
Taquile
Dove dormire

Come visitare il Lago Titicaca

Altra tessera fondamentale a comporre il puzzle di questo fantastico Perù, è il Lago Titicaca e le sue isole.

Lo specchio d’acqua si divide tra le coste peruviane e boliviane, e detiene il primato come lago navigabile più alto al mondo.

Il Titicaca si trova a ben 3812 mt sopra il livello del mare. A quest’altezza il sole puoi toccarlo con un dito, e l’aria pulita rende ancor più nitido il panorama intorno a voi.

Decidiamo di dedicare a questo luogo due giorni ed una notte. Nostro desiderio era quello di dormire ospiti di una famiglia locale nell’isola di Amantani. Le altre due isole che visiteremo sono Uros e Taquile.

La visita può essere organizzata anche in un’unica giornata, ma ovviamente non prevede il pernotto, che “pensavamo” potesse essere un’esperienza da ricordare.

Punto di partenza, la città di Puno.

Contrattiamo il prezzo per la navigazione di andata e ritorno, e partiamo alla volta di Amantani.

Uros, le isole galleggianti sul Lago Titicaca

Dopo un’ora e mezza di barca attraversiamo le famose isole galleggianti di Uros. Le isole sono completamente artificiali, costruite intrecciando la Totota (pianta che cresce in abbondanza nel lago), così come le case e le imbarcazioni.

Lago Titicaca
Le isole galleggianti di Uros

Decidiamo di scendere per conoscere più da vicino abitudini, usi e costumi di queste tribù così distanti dal nostro mondo.

Se un tempo sicuramente sarebbe stata una buona idea, oggi la fermata ci è risultata veramente forzata. Gli abitanti di Uros vivono oramai esclusivamente in funzione del turismo, e assistiamo delle scenette al limite del grottesco.

Ciliegina sulla torta, una poesia in italiano intonata in coro da tutto il villaggio, seguita dalle note di Fra Martino Campanaro…

Antonio Conte direbbe:

Agghiacciante

Amantani: quando il turismo rovina il gioiello del Lago Titicaca

Rientrati di nuovo in barca salpiamo di nuovo e, in paio d’ore, raggiungiamo Amantani.

Su tutte le guide ed i Forum avevamo letto come fosse buon costume portare in dono alla famiglia ospitante della farina, del riso e della cioccolata.

Presi dall’euforia, abbiamo incluso anche degli album da disegno e dei colori, speranzosi che ad accoglierci potessero esserci anche dei bambini.

Per quanto riguarda il prezzo del pernotto si parlava di offerta libera.

Conosciamo così Pedro e sua figlia che ci mostra i suoi lavoretti: dei graziosissimi braccialetti. Decidiamo di comprarne a vagonate.

Sistemati nella casa di Pedro, accogliente e molto pulita, andiamo in esplorazione dell’isola. Sono tutte piccole case, qualche animale e qualche campo coltivato. Sembra che nessuno lavori.

La sera siamo a dir poco affamati, e Pedro ci fa accomodare in cucina, mentre la moglie Cyntia prepara la cena. Veniamo serviti neanche fosse un ristorante, tutto molto buono, ma ci aspettavamo qualcosa di diverso: che so, mangiare tutti insieme, confrontarci sui nostri diversi costumi. Nulla di tutto ciò.

La mattina seguente salutiamo la famiglia ospitante, lasciamo la nostra offerta e ci incamminiamo per tornare alla barca.

Pedro ci accompagna e, prima di salutarci, ci comunica che quanto avevamo offerto non bastava, e che avremmo dovuto pagare molto di più. Contrariati dai modi, decidiamo di farci fare il prezzo ed accontentarlo in tutto, per poi salutarlo definitivamente.

Anche in quest’isola, riccamente raccomandata in tutte le guide fino a qualche anno fa, il turismo ha creato dei mostri. L’esperienza di vivere a contatto con una famiglia del posto era diventata un semplice alloggio in Bed & Breakfast.

Farina, riso, cioccolato, i braccialetti comprati alla piccola.. era tutto un “dovuto”.. non dei doni.

Fortunatamente ancora esistono dei luoghi del mondo, dove il turista non è ancora visto come un portafogli che cammina. Se vuoi saperne di più, leggi il Post “Amazzonia: il paradiso all’improvviso”

Taquile, colori e tradizioni sul Lago Titicaca

Estremamente delusi ci apprestiamo alla vista dell’ultima isola, Taquile. Qui se non altro il trekking per raggiungere il villaggio è molto bello, ed offre degli interessanti panorami sul lago.

La caratteristica dell’isola sono gli indumenti indossati dai suoi abitanti. Abiti colorati in linea con la loro tradizione che indicano il ruolo e la posizione sociale di ogni appartenente alla comunità.

Lago Titicaca
Gli abiti colorati di Taquile

Una borsetta più o meno colorata indica che un uomo è sposato o single, un mantello nero indica che un uomo riveste un ruolo politico… ogni accessorio ha un significato importante a Taquile, nulla è lasciato al caso.

Altra caratteristica particolare è che nessuno ama essere fotografato. Rispettiamo la loro riservatezza e ci godiamo una piacevole mezza giornata prima di fare ritorno a Puno.

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