Turismo di Massa

Turismo di Massa: croce o delizia?

Il Turismo di Massa… questione di punti di vista…

Un argomento molto delicato e l’interpretazione è totalmente diversa a seconda del punto di vista: viaggiatore o paese ospitante. Come ogni viaggiatore che possa definirsi tale cerco sempre di stare quanto più lontano possibile dagli itinerari più battuti e turistici. La mia visione del turismo di massa non può che essere negativa, quanto di più distante dalle mie esigenze di “nomade”.

Se però ci soffermassimo a ragionare sul punto di vista del paese che ci ospita, sarebbe facile arrivare a risposte totalmente opposte. Se fossimo dei ristoratori non avremmo l’acquolina solo al pensiero di un locale sempre strapieno di turisti?

Turismo di massa
Medellin: un ristorantino sperduto nel Barrio Santo Domingo. Noi tre, gli unici turisti…

Per mia concezione il ristorante perfetto dove assaggiare le specialità culinarie di un paese, è il piccolo locale di quartiere, con pochi coperti per gran parte occupati da locali. La stragran parte dei turisti è solito invece consultare guide specializzate (un esempio è la Lonely) per scovare i posti più consigliati ed apprezzati. Il risultato? Si mangerà anche bene (e non è neanche detto), ma la capillare influenza di queste guide porta tutti i turisti ad incontrarsi negli stessi locali, ed in un men che non si dica, ci si ritrova a parlare in Italiano con il vicino di tavolo.

Turismo di Massa
Juneau: laddove le navi da Crociera sbarcano vagonate di turisti, solo Fast Food stracolmi…

In sostanza ciò che desideriamo come viaggiatori, non sempre guarda al fabbisogno delle popolazioni che visitiamo. Anzi spesso il nostro è mero egoismo…

Per riassumere il concetto vi porto due esempi: le Isole di Uros sul  lago Titicaca in Perù e Puerto Narino sulle rive del Rio delle Amazzoni in Colombia:

La scoperta delle isole del lago Titicaca era una delle esperienze che maggiormente bramavo dalla partenza del mio On The Road in Perù.

Le isole sono completamente artificiali, costruite intrecciando la Totota (pianta che cresce in abbondanza nel lago), così come le case e le imbarcazioni. Racconti di viaggio e documentari dedicati ne parlavano come un’oasi di pace al di fuori del tempo e dello spazio. 

Ero estremamente curioso di conoscere più da vicino abitudini, usi e costumi di queste tribù così distanti dal nostro mondo.

Se un tempo sicuramente sarebbe stata una buona idea, oggi la visita mi è risultata veramente forzata. Gli abitanti di Uros vivono oramai esclusivamente in funzione del turismo, e assisto a scenette al limite del grottesco. 

Ciliegina sulla torta, una poesia in italiano intonata in coro da tutto il villaggio, seguita dalle note di Fra Martino Campanaro… Antonio Conte direbbe: “Agghiacciante”. 

A rendere il tutto ancor più vicino ad una sagra di paese piuttosto che ad uno spaccato di vita quotidiana, le continue ed insistenti pressioni delle donne del villaggio affinché acquistassi qualche braccialetto o prenotassi una gita in barca.

Turismo di Massa
Uros: l’imbarazzante intonazione di Fra Martino…

Questo per me è l’esempio calzante di come il turismo di massa abbia lentamente ed inesorabilmente  snaturato un luogo considerato da sempre come un paradiso in terra.

Per un viaggiatore? Questo è un incubo..

Ora però proviamo a metterci nei loro panni: vivere su isole galleggianti, senza elettricità, senza telefoni, senza alcuna comodità, dormendo all’interno di capanne… Non pensi che la qualità della loro vita sia notevolmente migliorata ora che possono godere degli introiti del turismo? Ogni ora sbarca un’imbarcazione, ogni ora ripetono lo stesso teatrino, però… oggi tutti hanno una tv, degli elettrodomestici, dei vestiti puliti, e non può essere un aspetto solo negativo.

Prima di partire ero assalito da mille dubbi: sarà troppo turistico? Sarà la solita farsa ed esibizione per i visitatori? Vedrò mai uno spaccato di vita reale delle tribù Amazzoniche?

Diamine! Tutti i dubbi sono spariti in due minuti! Qui il mondo si è completamente fermatoChiunque ti incontra ti saluta con un sorriso a 32 denti (veramente alcuni molti meno..), si presenta e continua con le sue faccende quotidiane. Bambini che escono da ricreazione, girovagano da soli per il paese, e rientrano autonomamente in classe a tempo debito. 

La cosa che più mi ha colpito? Nessuno ti avvicinava per venderti nulla! Un bracciale, acqua, un gelato… niente! Non c’è alcun interesse, se non quello di onorare il visitatore.

Turismo di Massa
Puerto Narino: un luogo ancora completamente intatto e non snaturato dal turismo..

In  questo luogo remoto il turismo di massa ancora non esiste, un paradiso per qualsiasi viaggiatore! Ma quale pensi che sia il punto di vista dei locali? Pensi che anche loro non sarebbero disposti a snaturare le loro abitudini per poter trascorrere una vita più agiata?

Dovresti vedere l’entusiasmo negli occhi dei nativi di Puerto Narino, quando fantasticano su futuri investimenti che la comunità sta facendo sul turismo. Il pontile traballante e romantico che ci siamo lasciati alle spalle in lacrime alla nostra partenza? Assumerà le sembianze di un’anaconda che affaccerà sul Rio con una bocca spalancata ad accogliere i turisti. Gli stessi percorreranno tutto il suo corpo, fino ad uscire trionfalmente dalla coda.

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Il pontile: quanti tramonti mi rimangono ancora negli occhi…

Un’attrazione stile Disneyland che col contesto dell’Amazzonia e del Rio delle Amazzoni non ha assolutamente nulla a che vedere. Sarà un’iniziativa che incrementerà il turismo? Probabilmente! Di cattivo gusto? Certamente.

Conclusioni

Ho riassunto in queste due esperienze due aspetti completamente contrapposti: da un lato le Isole del Titicaca che basano oramai esclusivamente sul turismo la loro esistenza; dall’altra una civiltà ancora lontana dalle meccaniche del turismo che però, nei prossimi anni, si incamminerà inesorabilmente su di un sentiero già ben tracciato.

Ma a che prezzo dico io?

Tralasciando momentaneamente il mero egoistico punto di vista del viaggiatore, vorrei valutare un aspetto indiscutibilmente più importante: Il turismo di massa porta con se soldi, è vero, ma insieme ad essi anche tutti i vizi dei turisti (sconosciuti per lo più alle civiltà native). Per rispondere alla domanda nasce la prostituzione, nasce il traffico di droga; nascono Resort a 5 stelle e grandi catene di grandi marchi.

E per tanti vizi che nascono… muore una tradizione, muore una civiltà.

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