Ala Kul Copertina

Un sogno chiamato Ala Kul

Ala Kul

Pochi chilometri a Sud di Karakol, immerso nella natura più incontaminata, si cela il più famoso ed indiscutibilmente il più bel Trekking dell’intero Kirghizistan. Verso il lago turchese di Ala Kul.

Rispetto alla Jyrgalan Valley, a Kel Suu e a Song Kul, è indubbiamente il più gettonato, e incontrerete decine e decine di viaggiatori (che per il Kirghizistan è già un numero anomalo). Il motivo principale è la sua bellezza, il secondo è l’ubicazione a pochi chilometri dalla città, il terzo, ma non meno importante, è che può essere facilmente organizzato in totale autonomia.

L’ingresso al parco dista una mezz’ora da Karakol e prevede una piccola quota di ingresso da pagare in loco a seconda del numero di notti, della quantità di persone ed, in caso, dell’ingresso di un veicolo.

Se non sei auto munito puoi prendere la Marshrutka #101 (10 som) fino all’ultima fermata che è anche l’ingresso al parco. 

Da qui 4 ore di passeggiata in mezzo a stupende gole ti separeranno dalla testa del Trekking vero e proprio. Al termine delle 4 ore troverai un ponte sulla sinistra con dei cartelli, trai quali l’indicazione per Ala Kul. Lì comincia l’avventura vera e propria.

Il consiglio è di pernottare al campo di Yurta subito dopo, poiché la giornata seguente sarà veramente dura.

Avete essenzialmente due sole scelte per affrontare questo Trekking. La prima prevede una notte allo Yurta Camp alla base del sentiero ed una seconda in tenda ad Ala Kul (o portando la vostra, scelta consigliata in alta stagione, o usufruendo di uno dei due campi organizzati) per poi tornare sugli stessi passi. La seconda prevede una terza notte ad Altyn Arashan ed il ritorno per un’altra via verso Karakol.

I più allenati possono tagliare in entrambi i casi la notte ad Ala Kul guadagnando un giorno, ma io penso che in quel modo si perda l’esperienza migliore: pernottare e svegliarsi all’alba fuori dalla calca del giorno in uno dei luoghi più belli del pianeta.

Che si torni da Altyn Arashan oppure dalla stessa strada di andata, non faticherai a trovare un passaggio per Karakol (non proprio a buon mercato), ma ti risparmierai 4 ore di cammino di rientro, che dopo le due intense giornate tra salite e discese, non saranno così piacevoli come all’andata.

La mia esperienza

Togliti dalla testa l’idea di raggiungere la testa del sentiero in macchina. Dopo aver letto mille Forum, ero più che convinto che fosse fattibile. La prudenza non è mai troppa con una macchina a noleggio per cui, il giorno precedente, ho chiesto informazioni sulla percorribilità delle strade direttamente al CBT di Karakol. La loro risposta è stata: “Tranquillo, basta che hai una macchina rialzata!”.

Il nostro Crossover era ben alto da terra, quindi abbiamo pensato di non incontrare alcun problema.

La fortuna ha voluto che a metà strada, a 10 chilometri dall’ingresso del parco, abbiamo rotto il radiatore (nessuna colpa della strada in questo caso, ma solamente delle condizioni della macchina noleggiata, ma questa è un’altra storia e se vuoi conoscere le mie pluri vicissitudini col Rental Car Kighizo ti rimando a questo post) e siamo stati costretti a fermarci prima che la strada diventasse davvero impercorribile (col rischio di distruggere seriamente la macchina in un luogo senza alcun campo telefonico).

Tornassi indietro percorrerei a piedi i 20 chilometri dall’ingresso del parco per poi dormire allo Yurta Camp a ridosso dell’inizio del sentiero per Ala Kul.

Invece abbiamo dormito in tenda accanto alla macchina ed abbiamo avuto la fortuna di incontrare un santo che (chiaramente a pagamento), il mattino seguente, ci ha portato alla base del trekking con una Jeep russa indistruttibile.

Veniamo finalmente al Trekking vero e proprio. Non puoi sbagliarti. Un ponte pericolante alla tua sinistra attraverserà il fiume ed indicherà l’ingresso per il paradiso. Come ci insegna Dante però non esiste Paradiso senza attraversare prima l’inferno.

Ogni guida segnava 4 ore di percorrenza fino al lago. Noi ce ne abbiamo messe 6 (in primis per colpa mia, non certo di Pier che andava come un treno). Abbiamo capito che qualcosa non andava sulle tempistiche quando, passate le prime due ore, non v’era ancora traccia dello Yurta Camp Sirota, unico campo nel sentiero per Ala Kul, segnalato ad un’ora di cammino dall’inizio del Trek.

Prima di raggiungerlo sono passate due ore e mezza di interminabile salita, fortunatamente per la maggior parte del tempo ombrata da fitte foreste. La vista del Sirota Camp appare come un miraggio, ma non eravamo neanche a metà strada. Il paesaggio intorno a noi cambia, sparisce ogni sorta di arbusto, e l’ombra diventa una chimera. Sulla destra il corso del fiume ci accompagna per tutto questo tratto quindi non avremo problemi di approvvigionamento di acqua.

Ala Kul sentiero
Lungo il corso del fiume, verso l’infinito e oltre…

Questo fin quando non raggiungiamo la cascata, ultimo bacino idrico prima di arrivare alla vetta. E ci manca il tratto più duro, fin lì celato dai stessi versanti della montagna. La visione recita a chiare lettere la parola “IMPOSSIBILE“! Una parete ripidissima di ghiaione e sassi. Instabile, scivolosa e con una pendenza assurda.

Ma oramai siamo in ballo, quindi si balla. Una pausa ogni pochi passi, questa era la mia autonomia. Pier, con tutta la pazienza del mondo, mi attendeva ogni volta fosse possibile fermarsi.

Più si saliva, e più la pendenza aumentava, fin quando non comincia a rendersi necessario l’utilizzo delle braccia. Ma a quel punto la vetta cominciava ad essere visibile e, con la meta a vista, le forze cominciano a riaffiorare.

Un ultimo sforzo che sarà ricompensato da una visione eterea. Ala Kul si mostra dinnanzi a noi in una veste paradisiaca. Un colore turchese che pensavo non esistesse in natura. Ci godiamo il momento posando gli zaini a terra. Ce l’eravamo guadagnato.

Ala Kul
La nostra tenda in cima al mondo

Raccogliamo le ultime forze, montiamo la tenda nel miglior posto possibile e godiamo della bellezza di quel luogo a noi così caro. Intorno a noi tutti erano di passaggio ed in pochi decidevano di fermarsi lì perla notte. Taluni proseguivano per i campi allestiti più avanti, altri tiravano dritti per Altyn Arashan. E’ li che abbiamo capito di aver fatto la scelta giusta: avremmo potuto godere di quel luogo privo del caos dei viaggiatori.

La mattina il tempo era stato più che magnanimo e con il sole che illuminava le montagne, lasciando in ombra il lago, il colore turchese veniva rimpiazzato da un riflesso dei picchi circostanti da far rabbrividire.

Ala Kul alba
Uno spettacolo ci si mostra non appena messo il naso fuori dalla nostra tenda

Questo giorno lo avremmo dovuto impiegare per salire al picco Ala Kul Pass, per poi tornare spediti alla nostra macchina.

Le fatiche del giorno prima cominciavano a farsi sentire però e la minaccia di un brutto temporale ci ha portato a desistere quando eravamo ormai a metà strada. Saggiamente abbiamo deciso incamminarci per la via del ritorno.

Ala Kul ghiacciaio
Pur non avendo raggiunto il Pass, il panorama non è dei peggiori

La discesa era se possibile ancor più complessa della salita ed affrontarla con lo sfavore del meteo non è la migliore delle soluzioni. Specie il primo tratto si è rivelato molto complicato ed il rischio di scivolare è veramente elevato.

Dopo 4 ore e mezza di ripida discesa finalmente raggiungiamo il ponte che segna la testa del Trail. Ora ci aspettavano 2 ore di cammino per raggiungere la macchina ma, fortunatamente, non abbiamo faticato a trovare un passaggio (al costo di 1500 Som a persona).

Cosa portare

Cosa è necessario portare durante questa bellissima avventura?

  • Sacco a pelo
  • Tenda
  • Cibo e attrezzatura per cucinare in relazione al numero dei pasti
  • Occhiali da sole
  • Crema solare
  • Scarpe da Trekking
  • Indumenti impermeabili
  • Una termica per la notte (se soffri il freddo le temperature la notte saranno molto rigide)
  • Carta igienica
  • Filtro acqua UV o a carboni attivi (Potrai abbeverarti esclusivamente da fonti d’acqua naturali quali fiumi e laghi. L’acqua è potabile, ma berrai in compagnia di animali di ogni tipo. La sicurezza non è mai troppa)
  • Bastoncini da Trekking

Conclusioni

Che tu decida di passare per Altyn Arashan oppure raggiungere il lago e tornare per la stessa strada, il Trekking ad Ala Kul non può mancare nel tuo viaggio in Kirghizistan. Affrontalo con il tuo passo, senza correre, godendo di ogni singolo tratto di un’avventura che porterai nel tuo cuore per tutta la vita.

Se invece ti interessa conoscere il mio itinerario leggi il post: “Itinerario di 3 settimane in Kirghizistan ”

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